Roberto Mancini

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Roberto Mancini
Roberto Mancini 2021.jpg
Roberto Mancini nel 2021, ricevuto al Palazzo del Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a seguito della vittoria dell'Europeo 2020
Nazionalità Italia Italia
Altezza 180[1] cm
Peso 78 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista, attaccante)
Squadra Italia Italia
Termine carriera 14 febbraio 2001 - giocatore
Carriera
Giovanili
1977-1981Bologna
Squadre di club1
1981-1982Bologna30 (9)
1982-1997Sampdoria424 (132)
1997-2000Lazio87 (15)
2001Leicester City4 (0)
Nazionale
1982-1986Italia Italia U-2126 (9)
1984-1994Italia Italia36 (4)
Carriera da allenatore
2000-2001LazioVice
2001-2002Fiorentina
2002-2004Lazio
2004-2008Inter
2009-2013Manchester City
2013-2014Galatasaray
2014-2016Inter
2017-2018Zenit San Pietroburgo
2018-Italia Italia
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Bronzo Italia 1990
UEFA European Cup.svg Europei di calcio
Oro Europa 2020
Transparent.png Europei di calcio Under-21
Bronzo 1984
Argento 1986
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate all'11 luglio 2021

Roberto Mancini (Jesi, 27 novembre 1964) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista o attaccante, commissario tecnico della nazionale italiana, che ha condotto a laurearsi campione d'Europa nel 2021.

Soprannominato il Mancio, è considerato uno dei migliori centrocampisti offensivi nella storia del calcio italiano.[2][3] Ha esordito in Serie A con il Bologna nel 1981, non ancora diciassettenne, per poi diventare, negli anni a seguire, un simbolo della Sampdoria, nella quale ha militato per 15 stagioni, di cui è primatista di presenze e reti avendovi disputato 566 partite segnando 173 gol e con la quale vince il primo e finora unico campionato italiano del club;[4] dopo aver militato nel club genovese, ha giocato per un triennio nella Lazio, con la quale vince un campionato italiano (a distanza di 26 anni dall'ultimo) nonché le prime (e finora uniche) due coppe europee del club, per poi chiudere la carriera da calciatore dopo una breve parentesi al Leicester City.

Tra il 1984 e il 1994 ha fatto parte della nazionale italiana, con cui ha disputato da titolare il campionato d'Europa 1988 e partecipato senza giocare al campionato del mondo 1990; meno brillante rispetto a quanto mostrato nelle squadre di club,[5] in maglia azzurra ha totalizzato 36 presenze e 4 reti. Conta, inoltre, 26 apparizioni e 9 gol nell'Italia Under-21, con la quale ha preso parte ai campionati d'Europa di categoria del 1984 e del 1986, classificandosi rispettivamente al terzo e al secondo posto.

Avendo vinto sei volte la Coppa Italia, è il giocatore che, a pari merito con Gianluigi Buffon, ha conquistato più volte questo trofeo, nonché quello col maggior numero di presenze nel torneo (120);[6] il suo palmarès annovera anche due Coppe delle Coppe, due scudetti, due Supercoppe italiane e una Supercoppa UEFA. A livello individuale si è aggiudicato due premi agli Oscar del calcio AIC 1997, quando è stato premiato come miglior calciatore italiano e miglior calciatore assoluto; in precedenza aveva vinto per due volte il Guerin d'oro, al termine delle stagioni 1987-1988 e 1990-1991. Nel 2017 è stato insignito del Golden Foot, venendo annoverato tra le Leggende del calcio.

Ritiratosi dal calcio giocato, ha intrapreso la carriera da allenatore, distinguendosi come uno dei migliori tecnici della sua generazione [7][8][9] e vincendo numerosi trofei: quattro Coppe Italia (record condiviso con Massimiliano Allegri e Sven-Göran Eriksson), due Supercoppe italiane, tre campionati italiani con l'Inter, vincendo nel 2006 un campionato a 17 anni di distanza dall'ultimo; un campionato inglese, nel 2012, a distanza di 44 anni dall'ultimo, una FA Cup e una FA Community Shield alla guida del Manchester City; una Coppa di Turchia alla guida del Galatasaray e, alla guida della nazionale italiana, il campionato d'Europa 2020, a 53 anni di distanza dall'ultima affermazione (Italia 1968). Nel 2015 è stato inserito nella Hall of Fame del calcio italiano, nella categoria Allenatore italiano.[10]

Biografia

Dal matrimonio con Federica Morelli ha avuto tre figli: Filippo (nato a Genova il 13 ottobre 1990), Andrea (nato a Genova il 13 agosto 1992) e Camilla (nata a Roma). Il 26 giugno 2015 Mancini ha annunciato di aver avviato le pratiche per la separazione e il divorzio dalla moglie.[11] Filippo ha giocato nelle giovanili dell'Inter e con le maglie di Entella e Manchester City (con il padre allenatore) senza mai esordire. Anche Andrea ha giocato nelle giovanili dell'Inter e nel City e, dopo aver giocato in serie minori, ha chiuso la carriera nel 2017 con i New York Cosmos;[12] l’anno seguente ha superato l'esame finale da direttore sportivo a Coverciano.[13]

Nel 1997, ai tempi della Lazio, Mancini fu raggirato nel crack di una finanziaria di Tarquinia.[14]

Il 26 marzo 2009 è stato reso noto l'acquisto da parte di Mancini del 25% della Kifaru, società attiva nella costruzione di barche con sede legale a Firenze. Il 50% dell'impresa è in mano alla famiglia Sarti, mentre il restante è di azionisti minori.[15]

Il 1º dicembre 2014 è stato nominato a Roma Goodwill Ambassador di UNICEF Italia e ha dedicato il titolo ai bambini flagellati dal virus dell'AIDS.[16]

L'11 maggio 2016 la Procura di Roma ha chiesto 3 anni e mezzo di reclusione per Mancini, accusato di bancarotta fraudolenta nell'ambito del processo con rito abbreviato per il crack della Img Costruzioni.[17][18][19] Poche ore dopo la richiesta del PM, Mancini è stato assolto perché, secondo il GUP, "il fatto non sussiste e non costituisce reato".[20]

Nel marzo 2021 è diventato testimonial promozionale della Regione Marche.[21] Due mesi più tardi è stato pubblicato La bella stagione, libro scritto insieme a Gianluca Vialli nel quale raccontano la vittoria dello scudetto del 1991 con la Sampdoria.[22] Il 23 luglio dello stesso anno l’Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo" gli conferisce la laurea ad honorem in Scienze dello Sport.[23]

Caratteristiche tecniche

Giocatore

Mancini si esibisce in un colpo di tacco — gesto tra i più noti del suo bagaglio tecnico[24] — con la maglia della Sampdoria nel 1996

Fantasista,[25][26] capace di giocare sia come centrocampista offensivo sia come seconda punta, prediligeva effettuare passaggi smarcanti per i compagni piuttosto che concludere a rete,[27][28] ma era abile anche in fase realizzativa,[24][27] al punto da essere impiegato, talvolta, come centravanti:[29] a detta del suo ex allenatore Renzo Ulivieri, Mancini avrebbe potuto affermarsi come erede di Roberto Boninsegna se avesse giocato costantemente da prima punta.[27] Giocatore carismatico[24][30] e dal carattere acceso,[2][31][32] è ritenuto uno dei massimi «specialisti» del dribbling della sua epoca;[33] le notevoli qualità tecniche gli consentivano di dare una svolta improvvisa alle partite,[3][24] nonostante il suo rendimento fosse discontinuo.[30][34]

Secondo il parere di Vujadin Boškov, le doti caratteriali di Mancini lasciavano intravedere, al termine del suo percorso da calciatore, una possibile carriera da allenatore — effettivamente concretizzatasi —,[35] sebbene il tecnico serbo lo ritenesse maggiormente adatto a mansioni dirigenziali.[30]

Allenatore

Una volta sedutosi in panchina, agli esordi il tecnico jesino mostrò una certa affinità con la filosofia calcistica del suo mentore Boškov, spingendo sull'innovazione e prediligendo un calcio improntato «più al gioco che ai risultati», spesso affidandosi a calciatori più di talento che di sostanza.[36] Ciò si traduceva tuttavia in delle squadre che non riuscivano a concretizzare la grande mole di gioco prodotta, sicché ben presto l'allenatore abbracciò l'idea del «dominio fisico delle partite» attraverso la costruzione di «una diga muscolare sulla mediana»;[36] una soluzione quest'ultima mutuata da un altro dei suoi maestri, Sven-Göran Eriksson.[36]

Le successive innovazioni portate nella disciplina dal guardiolismo — supremazia della tecnica, ricerca dell'identità tattica e valore della progettualità a lungo termine — influenzarono e ridisegnarono anche la proposta calcistica di Mancini il quale, al contrario, si era fin lì creato la fama di «allenatore pragmatico, poco spettacolare e "costoso"» per via degli ingenti investimenti che richiedeva ai suoi club in sede di mercato, cosa che nel frattempo l'aveva fatto scivolare ai margini del calcio di vertice.[36] Il passaggio sulla panchina della nazionale italiana coincise infatti per il tecnico jesino con la riscoperta delle idee d'inizio carriera, con un gioco «più moderno» e la predilezione verso giovani di prospettiva anziché nomi già affermati.[36]

Carriera

Giocatore

Club

Bologna
Un giovane Mancini al Bologna, a fianco dello juventino Galderisi, due tra le maggiori rivelazioni della Serie A 1981-1982

A soli tredici anni venne segnalato a Marino Perani, all'epoca responsabile del settore giovanile del Bologna, che lo ingaggiò per 700.000 lire dopo un breve provino.[37] Dopo tre anni trascorsi tra i Giovanissimi, a sedici anni Mancini esordì nella squadra Primavera.[37]

Esordì il 6 settembre 1981 in Coppa Italia, subentrando a inizio ripresa a Chiorri in Bologna-Reggina, terminata 2-2[38]. Una settimana più tardi fece il suo esordio in Serie A, nella gara Bologna-Cagliari 1-1, diventando il sesto giocatore più giovane a esordire in Serie A. Mancini svilupperà lungo la sua carriera un legame particolare con questa manifestazione, aggiudicandosela per 6 volte da giocatore e 4 da allenatore e divenendo inoltre il calciatore con più presenze (120) nella stessa.[6] Realizzo la sua prima rete in massima serie a Como, il 4 ottobre 1981, fissando il risultato di Como-Bologna sul 2-2, al 78' dopo che la sua squadra si era trovata in svantaggio di due reti.[39] Durante il suo primo campionato di Serie A fu presente in tutte e 30 le gare e mise a segno 9 gol. Il Bologna non riuscì, però, a evitare la sua prima retrocessione in Serie B.

Durante la sua esperienza bolognese contribuì inoltre a vincere il Campionato Allievi Professionisti,[40] il primo per il Bologna.

Sampdoria
Mancini in azione alla Sampdoria nel corso degli anni '80

Nell'estate 1982 l'allora presidente della Sampdoria Mantovani fu talmente determinato a portare Mancini a Genova che pagò al Bologna 4 miliardi di lire[41], una cifra notevole per quei tempi, più i cartellini di Galdiolo, Roselli, Brondi e Logozzo. Arrivato alla Sampdoria, Mantovani ne fece il suo pupillo: tanta predilezione venne ripagata da Mancini non soltanto con una serie di soddisfazioni che segnarono la storia della società blucerchiata, ma con un affetto che va ben oltre le vicende professionali[37]. Rimase alla Sampdoria fino alla stagione 1996-1997. Siglò la sua prima rete ufficiale con la Sampdoria e la prima rete in carriera in Coppa Italia il 1º settembre 1982, al 63' di Sampdoria-Brescia, dopo essere subentrato all'inizio del secondo tempo a Paolo Rosi.[42] Fece il suo esordio con la maglia blucerchiata in campionato, partendo tra gli 11 titolari, nella gara Sampdoria-Juventus 1-0 il 12 settembre 1982.[43]

Nella Sampdoria, assieme al compagno Vialli formò la coppia d'attacco che, grazie alla prolificità sotto rete di entrambi, venne subito ribattezzata come i gemelli del gol[41][44]. Il primo trofeo ufficiale di Mancini e della Sampdoria fu la Coppa Italia 1984-1985, ottenuta grazie alla doppia vittoria nella finale contro il Milan. Sotto la guida tecnica di Boskov, arrivato a Genova nell'estate 1986, vinse uno scudetto nel 1990-1991 e 2 Coppe Italia nel 1987-1988 e nel 1988-1989. A questi trofei si aggiunge una Supercoppa italiana, conquistata nel 1991 ai danni della Roma, grazie a una sua rete al 75'. Con Eriksson sulla panchina blucerchiata arrivò la quarta Coppa Italia nel 1993-1994.

I gemelli del gol della Sampdoria, Vialli e Mancini, nell'estate 1991

Per quanto concerne il versante europeo, la Sampdoria di fine anni ottanta e inizio anni novanta fu tra le maggiori protagoniste: dopo essere stata sconfitta in finale dal Barcellona nella Coppa delle Coppe 1988-1989, si aggiudicò la stessa Coppa nel 1989-1990, avendo la meglio in finale sull'Anderlecht per 2-0 grazie a una doppietta di Vialli. Nella stagione 1991-1992 Mancini e la Sampdoria disputarono la terza finale europea in quattro anni: stavolta però era in palio il massimo trofeo continentale, la Coppa dei Campioni. La Sampdoria venne sconfitta ai supplementari ancora una volta dal Barcellona, che si impose per 1-0 grazie a una rete di Koeman al 112'.[45]

Lazio

Giunse a Roma, sponda Lazio, nell'estate 1997. L'arrivo di Mancini, che seguì quello dell'allenatore Eriksson e al quale seguirono nei due anni successivi quelli degli altri ex doriani Veron, Mihajlović e Lombardo, coincise con l'apertura del ciclo di vittorie nazionali e internazionali della squadra del presidente Cragnotti sul finire degli anni 1990.

Mancini si presentò ai tifosi biancocelesti con la rete del vantaggio in Lazio-Napoli 2-0 del 31 agosto 1997, sua partita d'esordio all'Olimpico. Mise subito la firma anche nel suo primo derby, siglando la rete d'apertura in Roma-Lazio 1-3 del 1º novembre 1997. Si esaltò nelle sfide stracittadine: in Lazio-Roma 4-1 del 6 gennaio 1998 realizzò con un pallonetto da fuori area il terzo gol biancoceleste, mentre in Lazio-Roma 3-3 del 29 novembre 1998 realizzò una doppietta, segnando il primo gol con un colpo di tacco, suo marchio di fabbrica.[24] Un altro tacco, ancor più memorabile perché acrobatico, è quello con cui segnò a Gianluigi Buffon la seconda rete biancoceleste in Parma-Lazio 1-3 del 16 gennaio 1999.[5] Il 14 maggio 2000, a 35 anni, giocò l'ultima partita con la maglia biancoceleste all'Olimpico.[46]

Mancini alla Lazio nel 1998, in contrasto sull'interista Ronaldo

Nelle tre stagioni romane con la Lazio Mancini vinse uno storico scudetto, il secondo del club biancoceleste, nel campionato 1999-2000 (che coincise anche con il centenario biancoceleste), l'ultima edizione della Coppa delle Coppe (1999), una Supercoppa UEFA battendo i campioni d'Europa del Manchester Utd (1999), due Coppe Italia (1998 e 2000) e una Supercoppa italiana (1998).

Leicester City e ritiro

Nonostante avesse annunciato il 23 maggio 2000 il ritiro dall'attività agonistica,[47][48] assumendo il 19 luglio l'incarico di vice allenatore della Lazio, il 18 gennaio 2001 tornò sui suoi passi, firmando un contratto semestrale da giocatore con il Leicester City.[49][50] La sua permanenza in Inghilterra durò tuttavia solo un mese, nel corso del quale ebbe modo di scendere in campo con la maglia dei biancoblù in 4 partite di Premier League e 1 di FA Cup, le ultime della sua carriera di calciatore, senza siglare reti: il 22 febbraio 2001 appese definitivamente gli scarpini al chiodo, una volta ricevuta la possibilità di allenare la Fiorentina.[51]

Nazionale

Nazionale Under-21

Fece il suo esordio non ancora diciottenne nella Italia Under-21 di Azeglio Vicini, il 10 ottobre 1982, in Austria-Italia (1-1). Data la sua giovane età, riuscì a far parte di due bienni dell'Under-21: il 1982-1984 e il 1984-1986. Quest'ultimo culminò a Valladolid nella finale del campionato d'Europa 1986, con la sconfitta ai tiri di rigore per mano della Spagna il 29 ottobre 1986, giorno dell'ultima partita di Mancini con l'Under-21. Era la squadra di cui facevano parte, tra gli altri, Gianluca Vialli, Walter Zenga, Riccardo Ferri, Giuseppe Giannini, Roberto Donadoni, Nicola Berti e Fernando De Napoli, tutti poi chiamati, assieme allo stesso Mancini, a disputare il campionato del mondo 1990 con la nazionale maggiore, sempre agli ordini di Vicini.

Nell'Under-21 totalizzò 26 presenze, mettendo a segno 9 reti.

Nazionale maggiore
Mancini in Italia-Argentina del 21 dicembre 1989

Il primo approccio di Mancini con la nazionale maggiore avvenne durante la gestione di Enzo Bearzot, che lo convocò per la prima volta nel 1984, a soli 19 anni, in occasione di una tournée di amichevoli in Nordamerica: l'esordio arrivò il 26 maggio a Toronto, nella vittoria 2-0 contro il Canada, subentrando nella ripresa a Bruno Giordano.[52] Tuttavia, nel corso della stessa trasferta oltreoceano, alcune intemperanze disciplinari portarono Bearzot ad allontanarlo immediatamente dal giro azzurro, rinunciando a chiamarlo per tutto il resto del suo mandato federale.[53] Una situazione che pare presagire quello che sarà il problematico rapporto del Mancini calciatore con la maglia azzurra, segnato da una scarsa verve in campo e da frizioni con allenatori e media.[53]

Esaurita nel frattempo la sua militanza nell'Under-21, a partire dal 1986 tornò stabilmente in nazionale maggiore, anche giovando del sopravvenuto avvicendamento tecnico tra Bearzot e Vicini. Convocato con frequenza, ciò nonostante rischiò di saltare l'appuntamento col campionato d'Europa 1988 per via di alcune dichiarazioni lesive verso la classe arbitrale, di cui si rese protagonista in maglia sampdoriana, in contrasto con le norme di comportamento della Federcalcio; difeso dal commissario tecnico, poté rispondere alla chiamata per la fase finale della competizione.[53] Qui segnò il suo primo gol in azzurro, il 10 giugno 1988 a Düsseldorf contro i padroni di casa della Germania Ovest, festeggiato in maniera liberatoria — e fin troppo provocatoria verso la tribuna stampa — per aver interrotto un lungo periodo senza reti.[54][55] Tuttavia non riuscì a ripetersi nel prosieguo del torneo, chiuso dagli azzurri in semifinale contro l'Unione Sovietica.

Dopo l'Europeo perse progressivamente il posto da titolare a scapito di Giuseppe Giannini, finendo per entrare in rotta con lo stesso Vicini.[53] Fu comunque tra i convocati per il campionato del mondo 1990 in Italia, concluso dagli Azzurri ancora in semifinale, ma stavolta Mancini non scese mai in campo durante la manifestazione.[53]

Sebbene confermato nel gruppo azzurro da Arrigo Sacchi, non risultò particolarmente adatto agli schemi del tecnico romagnolo,[56] il quale, pur stimandolo e impiegandolo talvolta come centravanti per farlo coesistere con Roberto Baggio, di fatto lo considerava la riserva del fantasista veneto.[29] Durante le qualificazioni al campionato del mondo 1994 realizzò le sue ultime 3 reti in maglia azzurra, non venendo tuttavia convocato per la fase finale della torneo negli Stati Uniti d'America: Sacchi gli preferì, infatti, Gianfranco Zola.[57]

La sua militanza in nazionale, sottotono rispetto a quanto ottenuto coi club,[5] terminò il 23 marzo 1994, quando il giocatore disputò l'ultima delle sue 36 partite, un'amichevole contro la Germania.

Allenatore

Gli inizi: Lazio e Fiorentina

Appena ritiratosi rimase nei quadri della Lazio e il 19 luglio 2000[58] intraprese la carriera di allenatore come vice di Eriksson,[5] vincendo subito la Supercoppa italiana al fianco del tecnico svedese.

Il 26 febbraio 2001, dopo un breve ritorno al calcio giocato con gli inglesi del Leicester City, a 36 anni venne ingaggiato dalla Fiorentina per sostituire nel ruolo di allenatore il turco Fatih Terim.[59] Tale incarico suscitò polemiche tra gli addetti ai lavori, poiché Mancini non era all'epoca in possesso del patentino di allenatore di prima categoria e, soprattutto, era già stato tesserato per l'annata in corso con la Lazio (a differenza dei calciatori, nei campionati italiani non è permesso a un allenatore cambiare squadra nel corso della medesima stagione); all'ex giocatore, però, in quel caso, visto che era solo il tecnico in seconda e non il responsabile diretto della formazione biancoceleste, non era applicabile la suddetta norma. Nonostante il parere contrario dell'Assoallenatori, alla fine Mancini ottenne il via libera ad assumere l'incarico nel club toscano da parte dell'allora commissario straordinario della Federcalcio, Gianni Petrucci.[60][61][62]

Nel resto della stagione 2000-2001, con la Fiorentina già qualificata per la finale di Coppa Italia, Mancini riuscì a vincere il trofeo nella doppia finale contro il Parma allenato da Renzo Ulivieri: si trattò del suo primo titolo da allenatore, nonché del sesto trionfo della squadra gigliata in tale torneo. Nel frattempo, in campionato giunse al nono posto finale.

Nell'estate seguente la società si trovò alle prese con impellenti problemi finanziari e Mancini dovette gestire un parco giocatori notevolmente indebolito, con l'obiettivo minimo, per l'annata successiva e sotto il profilo sportivo, della permanenza in Serie A. Iniziò la stagione 2001-2002 perdendo la Supercoppa italiana contro la Roma. Sempre da detentore della Coppa Italia in carica, Mancini esordì da allenatore nelle coppe europee, prendendo parte alla Coppa UEFA, dove la squadra viola venne eliminata ai sedicesimi di finale. L'11 gennaio 2002, dopo 17 partite di campionato e a seguito della sconfitta interna contro il Perugia, si dimise da tecnico della squadra toscana (che poi alla fine retrocederà e fallirà)[63], dopo che alcuni tifosi, delusi per l'andamento della squadra, lo avevano minacciato per lo scarso impegno.[64][65]

Ritorno alla Lazio

Il 1º luglio 2002 tornò alla Lazio con un contratto biennale,[66][67] ottenendo buoni risultati, sebbene la società fosse colpita da diverse vicissitudini finanziarie, che culminarono con le dimissioni dell'allora presidente Sergio Cragnotti e con l'inserimento dello stesso Mancini nel consiglio di amministrazione della società[68]. Arrivò al quarto posto in campionato al suo primo anno, centrando così la zona Champions, dopo essere stato per un periodo anche in corsa per lo scudetto, e arrivò in semifinale sia in Coppa Italia sia in Coppa UEFA, con un 4-1 rimediato dal Porto guidato da José Mourinho, che successivamente vinse il torneo.

L'anno dopo (2003-2004) vinse la Coppa Italia, la seconda da allenatore, contro la Juventus (2-0 all'Olimpico e 2-2 al delle Alpi). In precedenza la Lazio aveva eliminato il Milan (vittoria per 2-1 a Milano e per 4-0 a Roma), il Parma (2-0 a Roma, 1-1 al Tardini) e il Modena (2-0 a Modena, 1-0 a Roma). In campionato giunse sesto, dopo una lunga lotta a tre tra Inter, Parma e Lazio per il quarto posto. Il 7 luglio 2004 lasciò il club capitolino per approdare all'Inter[69].

Inter

Mancini negli anni 2000 durante la sua prima esperienza all'Inter

La prima stagione sulla panchina nerazzurra segnò il ritorno alla vittoria per la squadra milanese, che a giugno si aggiudicò la Coppa Italia (dopo 23 anni dall'ultima vittoria).[70] In campionato si era classificata terza, con ben 18 pareggi,[71] mentre in Champions League aveva raggiunto i quarti di finale, venendo poi eliminato dal Milan guidato da Carlo Ancelotti (si trattò della seconda stagione in cui il derby di Milano si disputò nella massima competizione europea). La stagione 2005-06, che si aprì con la vittoria della Supercoppa italiana,[72] sarà una replica della precedente, con l'eliminazione europea allo stesso turno, la vittoria della coppa nazionale (sempre battendo la Roma in finale) e un altro terzo posto in Serie A. In piena estate, tuttavia, gli sviluppi del processo di "Calciopoli" portarono la F.I.G.C. all'assegnazione a tavolino dello scudetto ai nerazzurri.

Nel campionato 2006-07 l'Inter emerse subito come protagonista, conseguendo anche una striscia di 17 vittorie consecutive: la formazione milanese vincerà il torneo con cinque giornate di anticipo e 97 punti in classifica.[73] Anche questa stagione era cominciata con un successo nella Supercoppa, battendo in rimonta la Roma (da 0-3 a 4-3 nei supplementari).[74] Il ciclo vittorioso proseguì nel 2007-08, con la conquista del 16º scudetto: all'ultima giornata di un torneo che l'aveva vista in vantaggio sulla Roma anche di 11 lunghezze, l'Inter vinse il tricolore staccando i capitolini di 3 punti.[75]

Il 29 maggio 2008 l'allenatore marchigiano venne però esonerato dal presidente Moratti: nel comunicato ufficiale, la società indicò come motivazione per l'interruzione del rapporto le dichiarazioni rese dal tecnico l'11 marzo precedente, dopo l'eliminazione dalla Champions per mano del Liverpool («Non so se tra due mesi sarò ancora qui»).[76][77] Il 30 ottobre 2009, dopo oltre un anno di inattività, avvenne la risoluzione consensuale del contratto con la società (valido sino al 2012): Mancini percepì una liquidazione di 8 milioni di euro.[78][79] Il bilancio della prima esperienza nerazzurra fu di 226 partite complessive con 140 vittorie, 60 pareggi e 26 sconfitte.

Manchester City

Mancini, assieme a Nasri e Agüero, festeggia la vittoria del Manchester City nella Premier League 2011-2012

Il 19 dicembre 2009 firmò con il Manchester City per 3,5 milioni di euro a stagione, sostituendo l'esonerato Mark Hughes.[80][81] Pochi giorni dopo la firma, nella partita d'esordio sulla sua nuova panchina, vinse per 2-0 contro lo Stoke City, ripetendosi 2 giorni dopo, quando espugnò il campo del Wolverhampton con il punteggio di 0-3, grazie alla doppietta di Carlos Tévez e alla rete di Javier Garrido. La squadra, rimasta a lungo in lotta per la quarta posizione finale, venne sconfitta per 1-0 nello scontro diretto contro il Tottenham del 5 maggio 2010 e concluse così al quinto posto, valido per la qualificazione in Europa League.

Nel tentativo di migliorare il piazzamento appena ottenuto, Mancini e il City movimentarono il mercato estivo con alcune operazioni coraggiose che suscitarono reazioni contrastanti: plauso per gli arrivi di Mario Balotelli (allenato già all'Inter), David Silva e Yaya Touré e il ritorno di Joe Hart, perplessità e dissenso per lo scarso riguardo riservato in particolare a Craig Bellamy, Stephen Ireland e Shay Given, i migliori giocatori della precedente gestione Hughes.[82] Il 14 maggio 2011 conquistò la FA Cup, vincendo a Wembley 1-0 contro lo Stoke City con gol di Yaya Touré, interrompendo un digiuno di titoli che durava da ben 35 anni. Alla fine della stagione la squadra si piazzò al terzo posto, qualificandosi direttamente alla Champions League per la prima volta nella sua storia.

La stagione successiva vinse la Premier League, battendo all'ultima giornata il QPR per 3-2, ribaltando nei minuti di recupero il risultato.[83] Il 12 agosto vinse il terzo e ultimo trofeo della sua esperienza inglese, battendo il Chelsea per 3-2 nella finale di Community Shield disputata al Villa Park di Birmingham.[84]

Il 13 maggio 2013, due giorni dopo aver perso la finale di FA Cup contro il Wigan (0-1), venne sollevato dall'incarico di allenatore del Manchester City a causa dei risultati deludenti della stagione 2012-2013.[85][86] Il suo posto venne preso, per le ultime due partite di campionato, dall'assistente Brian Kidd.

Galatasaray

Mancini, alla guida del Galatasaray nel 2013, a colloquio con Gülselam

Il 30 settembre 2013 venne ingaggiato dal club turco del Galatasaray. Nello staff c'erano Fausto Salsano e Attilio Lombardo come assistenti, Ivan Carminati come preparatore atletico e, come team manager, Josè Duque, con lui già al City. Subentrato ancora una volta a Terim e con la squadra al 9º posto, ottenne un'insperata qualificazione agli ottavi di Champions League, eliminando la Juventus di Antonio Conte, battendola per 1-0 nell'incontro decisivo a Istanbul con gol di Wesley Sneijder. Negli ottavi incontrò un altro rivale storico, José Mourinho, ora allenatore del Chelsea, che pose fine alla sua avventura nel torneo con un secco 2-0 a Stamford Bridge, dopo l'1-1 maturato in casa dei turchi. Il 6 maggio riuscì a conquistare la Coppa di Turchia, battendo per 1-0 in finale l'Eskişehirspor grazie a una rete di Sneijder.[87]

Nel campionato turco non riuscì invece nell'impresa di rimontare il Fenerbahçe, che si laureò campione di Turchia, ma riuscì a stare davanti al Beşiktaş, conquistando così il 2º posto che comportava la qualificazione diretta in Champions League. L'11 giugno 2014 lasciò la squadra turca, esercitando la clausola liberatoria.[88]

Ritorno all'Inter

Il 14 novembre 2014, durante la sosta del campionato, venne richiamato all'Inter per sostituire l'esonerato Walter Mazzarri.[89][90] Aprì la sua seconda esperienza in nerazzurro con un pareggio nel derby[91], seguito dalla qualificazione ai sedicesimi di Europa League nel giorno in cui compiva 50 anni.[92] Eliminato dal Napoli nei quarti di Coppa Italia, non raggiunse per la prima volta la finale del torneo sulla panchina interista.[93] Il 15 febbraio 2015, grazie alla vittoria per 4-1 contro l'Atalanta, ottenne la centesima affermazione in campionato alla guida del club.[94] L'Inter, uscita negli ottavi di Europa League[95], chiuse il campionato in ottava posizione, mancando, per la prima volta sotto la sua gestione, l'accesso alle coppe continentali.[96]

Nel torneo 2015-16 i nerazzurri, malgrado un girone d'andata vissuto in testa alla classifica[97][98], incapparono in una crisi agli inizi del 2016 (inclusa anche l'espulsione subita durante il derby perso 3-0) che, oltre a costare l'allontanamento dalle zone di vertice[99], spinse la società a riconsiderare la sua posizione.[100][101] Fallito l'ingresso alla finale di Coppa Italia anche per questa stagione,[102] l'Inter chiuse il campionato al quarto posto, entrando in Europa League.[103] In estate annunciò di voler rimanere sulla panchina della squadra, ma gli attriti con la nuova proprietà lo convinsero a risolvere il contratto nel mese di agosto.[104][105]

Zenit San Pietroburgo

Dopo essere rimasto senza allenare per una stagione, il 1º giugno 2017 firmò con lo Zenit San Pietroburgo.[106] Venne eliminato ai sedicesimi di finale di Coppa di Russia dalla Dinamo San Pietroburgo, vittoriosa per 3-2 dopo i tempi supplementari. In Europa League si piazzò al primo posto nel proprio girone e batté ai sedicesimi di finale il Celtic, ma venne eliminato agli ottavi dal RB Lipsia. Concluse il campionato al quinto posto. Il 13 maggio 2018 rescisse il contratto di comune accordo con il club russo.[107]

Nazionale italiana

Mancini sulla panchina della nazionale italiana nel marzo 2021

Il 14 maggio 2018, dopo aver deciso di risolvere il contratto con lo Zenit a tale scopo, è nominato commissario tecnico della nazionale italiana.[108] La sua nomina a CT pone fine a quello che era stato da molte testate definito come un «periodo di transizione» per la Nazionale, iniziato con la clamorosa mancata qualificazione al campionato del mondo 2018 della squadra guidata da Gian Piero Ventura e culminato con la rivoluzione in casa FIGC:[109] con Mancini, infatti, prende avvio una fase di rinnovamento della nazionale, con l'allenatore marchigiano che dichiara esplicitamente l'intenzione di dare maggiore spazio ai giovani, filosofia per certi versi opposta alle scelte del predecessore Ventura.[110] All'inizio del suo ciclo Mancini procede a un ricambio generazionale, escludendo giocatori d'esperienza quali Parolo, Candreva ed Éder e dando piena fiducia sul palcoscenico internazionale a giovani che avevano già esordito, come Donnarumma, Pellegrini e Chiesa. Nel suo primo anno, il CT fa esordire anche giovani talenti della Serie A, quali Barella, Sensi e Kean.[111] Scelta particolare del nuovo CT è quella di includere nel giro della nazionale anche giovani calciatori ancora privi, all'epoca, di presenze in Serie A, come Nicolò Zaniolo e Sandro Tonali.[112]

Il 28 maggio 2018 esordisce sulla panchina dell'Italia con una vittoria, battendo 2-1 in amichevole l'Arabia Saudita.[113] Fanno seguito i sofferti scontri amichevoli contro Francia e Paesi Bassi[114][115], che anticipano la prima competizione ufficiale disputata dall'Italia di Mancini, ovvero la prima edizione della Nations League. L'Italia, sorteggiata in Lega A con Portogallo e Polonia, esordisce contro quest'ultima maturando un pareggio.[116] Nonostante la sconfitta contro il Portogallo all'andata,[117] nelle gare di ritorno l'Italia ottiene prima una vittoria contro la Polonia, quindi un pareggio contro i lusitani, risultati che consentono agli Azzurri di classificarsi secondi nel proprio girone, evitando la retrocessione in Lega B, pur rimanendo esclusi però alla fase finale del torneo.[118][119]

Sorteggiata nel gruppo J delle qualificazioni per il campionato d'Europa 2020, l'Italia di Mancini esordisce il 23 marzo 2019 contro la Finlandia: la gara termina 2-0, e tra le note salienti figura il gol del diciannovenne Moise Kean,[120] secondo solo a Bruno Nicolè tra i più giovani marcatori nella storia della nazionale maggiore.[121] La successiva vittoria per 6-0 sul Liechtenstein porta gli Azzurri in vetta nel girone di qualificazione[122], avvicinando l'accesso al torneo già nel mese di settembre.[123] Il 12 ottobre 2019, con la vittoria casalinga per 2-0 sulla Grecia, l'Italia di Mancini strappa la qualificazione matematica a Euro 2020, da prima classificata del girone, con tre giornate d'anticipo, risultato mai conseguito prima nella storia della nazionale italiana.[124] La successiva vittoria per 5-0 contro il Liechtenstein, la nona consecutiva di una striscia iniziata con la vittoriosa amichevole contro gli Stati Uniti, consente a Mancini di eguagliare il primato di vittorie consecutive registrato nel 1938 da Vittorio Pozzo.[125] Tale record viene poi infranto con le successive vittorie sulla Bosnia ed Erzegovina[126] e sull'Armenia, con la vittoria degli Azzurri al Renzo Barbera di Palermo il 18 novembre per 9-1, la più ampia della storia della nazionale in una partita di qualificazione agli Europei.[127][128] L’Italia chiude il girone con 30 punti e 10 vittorie su 10 partite disputate, realizzando complessivamente 37 gol e subendone soltanto 4.[129]

A seguito dello scoppio della pandemia di COVID-19, l'evento sportivo di Euro 2020 viene rinviato di un anno.[130] La compagine azzurra prende quindi parte all'edizione 2020-2021 della Nations League, venendo sorteggiata nel girone con Polonia, Bosnia ed Erzegovina e Paesi Bassi: la tornata di sfide, che vede in panchina il vice commissario tecnico Alberico Evani a causa della sopraggiunta positività al COVID-19 di Mancini stesso, poi guarito[131][132], culmina con il conseguimento del vertice del girone, risultato che consente agli Azzurri di accedere alla fase finale del torneo[133], da celebrarsi proprio in Italia in virtù del regolamento della Nations League. Nel mentre, a fine marzo 2021 l'Italia disputa le sue prime gare nell'ambito dei gironi di qualificazione ai mondiali 2022.[134]

Mancini ospite con gli Azzurri ai giardini del Palazzo del Quirinale dopo la vittoria del campionato d'Europa 2020 nel luglio 2021

Nel giugno del 2021 gli Azzurri prendono parte a Euro 2020 come previsto, superando l'iniziale fase a gironi a punteggio pieno e mantenendo la porta inviolata, impresa mai riuscita in precedenza in un campionato europeo ad alcuna selezione nazionale.[135][136] Il 26 giugno 2021, con il successo sull'Austria negli ottavi di finale (2-1 dts), Mancini infrange il record di maggior numero di risultati utili consecutivi della nazionale (precedentemente 30, ottenuti da Vittorio Pozzo nel 1935-1939), nonché quello di maggior numero di vittorie consecutive (precedentemente 11, ottenute dallo stesso Mancini nel 2018-2019); batte inoltre il record di minuti senza subire gol (1 168, contro i 1 143 fatti registrare nel 1972-1974).[137][138] Il 2 luglio, la vittoria ai quarti di finale contro il Belgio (1-2) vale a Mancini il record assoluto di vittorie consecutive nel campionato europeo (15 includendo le gare della fase di qualificazione) e il record di vittorie consecutive della nazionale italiana in tutte le competizioni (13, di cui le prime 11 senza subire reti).[139] Tali record si interrompono il 6 luglio seguente con il pareggio (1-1) in semifinale contro la Spagna, scontro vinto ai tiri di rigore (4-2), raggiungendo la finale di un campionato europeo per la quarta volta nella storia della nazionale italiana.[140] L'11 luglio l'Italia batte in finale l'Inghilterra: dopo il pareggio (1-1) maturato alla fine dei tempi supplementari, ai tiri di rigore gli Azzurri si impongono per 3-2, aggiudicandosi per la seconda volta il titolo di campioni d'Europa, 53 anni dopo l'edizione del 1968.[141] Il successo nel campionato europeo permette inoltre alla formazione di Mancini di stabilire il nuovo record di imbattibilità della nazionale, con 34 risultati utili consecutivi (di cui 6 ottenuti in gare amichevoli internazionali), ovvero 27 vittorie e 7 pareggi a partire da Italia-Ucraina (1-1) del 10 ottobre 2018[142], infrangendo il precedente record mondiale di imbattibilità per un commissario tecnico di una selezione nazionale di 31 partite, battendo Alfio Basile (Argentina), Javier Clemente (Spagna) e Marcello Lippi (quest'ultimo a cavallo tra le sue due esperienze come commissario tecnico della nazionale italiana).[143]

Statistiche

Presenze e reti nei club

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1981-1982 Italia Bologna A 30 9 CI 1 0 - - - - - - 31 9
1982-1983 Italia Sampdoria A 22 4 CI 5 1 - - - - - - 27 5
1983-1984 A 30 8 CI 8 2 - - - - - - 38 10
1984-1985 A 24 3 CI 11 3 - - - - - - 35 6
1985-1986 A 23 6 CI 11 4 CdC 4 2 - - - 38 12
1986-1987 A 26 6 CI 5 0 - - - - - - 31 6
1987-1988 A 30 5 CI 13 3 - - - - - - 43 8
1988-1989 A 29 9 CI 11 5 CdC 8 0 SI 0 0 48 14
1989-1990 A 31 11 CI 3 2 CdC 9 2 SI 1 0 44 15
1990-1991 A 30 12 CI 10 2 CdC 5 2 SU 2 0 47 16
1991-1992 A 29 6 CI 6 2 CC 9 4 SI 1 1 45 13
1992-1993 A 30 15 CI 2 0 - - - - - - 32 15
1993-1994 A 30 12 CI 7 0 - - - - - - 37 12
1994-1995 A 31 9 CI 2 1 CdC 4 2 SI 1 0 38 12
1995-1996 A 26 11 CI 2 1 - - - - - - 28 12
1996-1997 A 33 15 CI 2 0 - - - - - - 35 15
Totale Sampdoria 424 132 98 26 39 12 5 1 566 171
1997-1998 Italia Lazio A 34 5 CI 8 1 CU 10 3 - - - 52 9
1998-1999 A 33 10 CI 6 2 CdC 7 0 SI 1 0 47 12
1999-2000 A 20 0 CI 7 3 UCL 9 0 SU 1 0 37 3
Totale Lazio 87 15 21 6 26 3 2 0 136 24
gen.-feb. 2001 Inghilterra Leicester City PL 4 0 FACup+CdL 1+0 0 - - - - - - 5 0
Totale carriera 545 156 121 32 65 15 7 1 738 204

Cronologia presenze e reti in nazionale

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
26-5-1984 Toronto Canada Canada 0 – 2 Italia Italia Amichevole - Ingresso al 46’ 46’
30-5-1984 New York Stati Uniti Stati Uniti 0 – 0 Italia Italia Amichevole - Ingresso al 46’ 46’
8-10-1986 Bologna Italia Italia 2 – 0 Grecia Grecia Amichevole - Ingresso al 73’ 73’
18-4-1987 Colonia Germania Ovest Germania Ovest 0 – 0 Italia Italia Amichevole - Uscita al 73’ 73’
28-5-1987 Oslo Norvegia Norvegia 0 – 0 Italia Italia Amichevole - Uscita al 58’ 58’
3-6-1987 Stoccolma Svezia Svezia 1 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1988 - Uscita al 46’ 46’
23-9-1987 Pisa Italia Italia 1 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Amichevole - Ingresso al 58’ 58’
17-10-1987 Berna Svizzera Svizzera 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1988 - Ingresso al 82’ 82’
5-12-1987 Milano Italia Italia 3 – 0 Portogallo Portogallo Qual. Euro 1988 - Ingresso al 68’ 68’
20-2-1988 Bari Italia Italia 4 – 1 Unione Sovietica Unione Sovietica Amichevole -
31-3-1988 Spalato Jugoslavia Jugoslavia 1 – 1 Italia Italia Amichevole -
27-4-1988 Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo 0 – 3 Italia Italia Amichevole -
4-6-1988 Brescia Italia Italia 0 – 1 Galles Galles Amichevole -
10-6-1988 Düsseldorf Germania Ovest Germania Ovest 1 – 1 Italia Italia Euro 1988 - 1º turno 1
14-6-1988 Francoforte Italia Italia 1 – 0 Spagna Spagna Euro 1988 - 1º turno - Uscita al 68’ 68’
17-6-1988 Colonia Italia Italia 2 – 0 Danimarca Danimarca Euro 1988 - 1º turno - Uscita al 67’ 67’
22-6-1988 Stoccarda Unione Sovietica Unione Sovietica 2 – 0 Italia Italia Euro 1988 - Semifinale - Uscita al 46’ 46’
19-10-1988 Pescara Italia Italia 2 – 1 Norvegia Norvegia Amichevole - Uscita al 46’ 46’
21-12-1989 Cagliari Italia Italia 0 – 0 Argentina Argentina Amichevole - Ingresso al 46’ 46’
21-2-1990 Rotterdam Paesi Bassi Paesi Bassi 0 – 0 Italia Italia Amichevole - Ingresso al 72’ 72’
26-9-1990 Palermo Italia Italia 1 – 0 Paesi Bassi Paesi Bassi Amichevole - Ingresso al 51’ 51’
3-11-1990 Roma Italia Italia 0 – 0 Unione Sovietica Unione Sovietica Qual. Euro 1992 -
1-5-1991 Salerno Italia Italia 3 – 1 Ungheria Ungheria Qual. Euro 1992 -
5-6-1991 Oslo Norvegia Norvegia 2 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1992 -
12-6-1991 Malmö Italia Italia 2 – 0 dts Danimarca Danimarca Scania Cup - Semifinale - Uscita al 46’ 46’
16-6-1991 Stoccolma Italia Italia 1 – 1 dts
(3 – 2 dtr)
Unione Sovietica Unione Sovietica Scania Cup - Finale -
25-9-1991 Sofia Bulgaria Bulgaria 2 – 1 Italia Italia Amichevole - Uscita al 46’ 46’
12-10-1991 Mosca Unione Sovietica Unione Sovietica 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1992 - Ingresso al 58’ 58’
4-6-1992 Boston Italia Italia 2 – 0 Irlanda Irlanda USA Cup - Uscita al 81’ 81’
20-1-1993 Firenze Italia Italia 2 – 0 Messico Messico Amichevole - Uscita al 83’ 83’
24-2-1993 Porto Portogallo Portogallo 1 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 - Ingresso al 85’ 85’
24-3-1993 Palermo Italia Italia 6 – 1 Malta Malta Qual. Mondiali 1994 2
1-5-1993 Berna Svizzera Svizzera 1 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 - Uscita al 46’ 46’
22-9-1993 Tallinn Estonia Estonia 0 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 1 Ingresso al 46’ 46’
17-11-1993 Milano Italia Italia 1 – 0 Portogallo Portogallo Qual. Mondiali 1994 - Ingresso al 76’ 76’
23-3-1994 Stoccarda Germania Germania 2 – 1 Italia Italia Amichevole - Uscita al 46’ 46’
Totale Presenze 36 Reti 4

Record

  • Giocatore più giovane ad aver segnato con il Bologna (16 anni, 10 mesi e 7 giorni).
  • Giocatore col maggior numero di presenze nelle file della Sampdoria (566).[4]
  • Giocatore col maggior numero di gol realizzati con la maglia della Sampdoria (173).[4]
  • Giocatore col maggior numero di presenze in Coppa Italia (120).[6]

Statistiche da allenatore

Club

Statistiche aggiornate al 13 maggio 2021. In grassetto le competizioni vinte.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale % Vittorie Piazzamento
Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P %
mar.-giu. 2001 Italia Fiorentina A 14 4 4 6 CI 2 1 1 0 - - - - - - - - - - 16 5 5 6 31,25 Sub., 9º
2001-gen. 2002 A 18 4 3 11 CI 2 0 0 2 CU 6 2 2 2 SI 1 0 0 1 27 6 5 16 22,22 Dimesso
Totale Fiorentina 32 8 7 17 4 1 1 2 6 2 2 2 1 0 0 1 43 11 10 22 25,58
2002-2003 Italia Lazio A 34 15 15 4 CI 6 3 1 2 CU 12 6 4 2 - - - - - 52 24 20 8 46,15
2003-2004 A 34 16 8 10 CI 8 6 2 0 UCL 8 3 2 3 - - - - - 50 25 12 13 50,00
Totale Lazio 68 31 23 14 14 9 3 2 20 9 6 5 - - - - 102 49 32 21 48,04
2004-2005 Italia Inter A 38 18 18 2 CI 8 7 1 0 UCL 12 6 4 2 - - - - - 58 31 23 4 53,45
2005-2006 A 38 23 7 8 CI 8 4 4 0 UCL 12 7 3 2 SI 1 1 0 0 59 35 14 10 59,32
2006-2007 A 38 30 7 1 CI 8 6 1 1 UCL 8 3 3 2 SI 1 1 0 0 55 40 11 4 72,73
2007-2008 A 38 25 10 3 CI 7 4 2 1 UCL 8 5 0 3 SI 1 0 0 1 54 34 12 8 62,96
dic. 2009-2010 Inghilterra Manchester City PL 21 11 5 5 FACup+CdL 4+2 2+1 1+0 1+1 - - - - - - - - - - 27 14 6 7 51,85 Sub., 5º
2010-2011 PL 38 21 8 9 FACup+CdL 8+1 6+0 2+0 0+1 UEL 12 7 3 2 - - - - - 59 34 13 12 57,63
2011-2012 PL 38 28 5 5 FACup+CdL 1+5 0+3 0+1 1+1 UCL+UEL 6+4 3+3 1+0 2+1 CS 1 0 0 1 55 37 7 11 67,27
2012-mag. 2013 PL 36 22 9 5 FACup+CdL 6+1 5+0 0+0 1+1 UCL 6 0 3 3 CS 1 1 0 0 50 28 12 10 56,00 Eson.
Totale Manchester City 132 81 27 24 28 17 4 7 28 13 7 8 2 1 0 1 189 113 38 40 59,79
set. 2013-2014 Turchia Galatasaray SL 28 16 7 5 TK 11 7 3 1 UCL 7 2 2 3 - - - - - 46 25 12 9 54,35 Sub., 2º
nov. 2014-2015 Italia Inter A 27 10 9 8 CI 2 1 0 1 UEL 6 2 2 2 - - - - - 35 13 11 11 37,14 Sub., 8º
2015-2016 A 38 20 7 11 CI 4 3 0 1 - - - - - - - - - - 42 23 7 12 54,76
Totale Inter 217 126 58 33 37 25 8 4 46 23 12 11 3 2 0 1 303 176 78 49 58,09
2017-2018 Russia Zenit San Pietroburgo PL 30 14 11 5 KR 1 0 0 1 UEL 14 8 2 4 - - - - - 45 22 13 10 48,89
Totale carriera 508 278 133 97 95 59 19 17 121 57 31 33 6 3 0 3 730 398 182 150 54,52

Nazionale

Statistiche aggiornate all'11 luglio 2021.

Squadra Naz dal al Record
G V N P GF GS DR % Vittorie
Italia Italia 14 maggio 2018 in corso 39 28 9 2 92 18 +74 71,79

Nazionale nel dettaglio

Stagione Squadra Torneo Piazzamento Andamento Reti
Giocate Vittorie Pareggi Sconfitte % Vittorie GF GS DR
2018 Italia Italia UEFA Nations League 2018-2019 2º nel Gruppo 3 4 1 2 1 25,00 2 2 0
2019 Qual. Euro 2020 1º nel Gruppo J, qualificato 10 10 0 0 100,00& 37 4 +33
2020 UEFA Nations League 2020-2021 1º nel Gruppo 1, qualificato alla fase finale 6 3 3 0 50,00 7 2 +5
ott. 2021 0 0 0 0 ! 0 0 0
giu.-lug. 2021 Euro 2020 Vincitore 7 5 2 0 71,43 13 4 +9
2021 Qual. Mondiale 2022 nel Gruppo C, da disputare 3 3 0 0 100,00& 6 0 +6
Dal 2018 Amichevoli 9 6 2 1 66,67 27 6 +21
Totale Italia 39 28 9 2 71,79 92 18 +74

Panchine da commissario tecnico della nazionale italiana

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Incontri ufficiali della Nazionale di calcio dell'Italia dal 2001.
Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
28-5-2018 San Gallo Italia Italia 2 – 1 Arabia Saudita Arabia Saudita Amichevole Mario Balotelli
Andrea Belotti
Cap: L. Bonucci
1-6-2018 Nizza Francia Francia 3 – 1 Italia Italia Amichevole Leonardo Bonucci Cap: L. Bonucci
4-6-2018 Torino Italia Italia 1 – 1 Paesi Bassi Paesi Bassi Amichevole Simone Zaza Cap: L. Insigne
7-9-2018 Bologna Italia Italia 1 – 1 Polonia Polonia UEFA Nations League 2018-2019 - 1º turno Jorginho (rig.) Cap: G. Chiellini
10-9-2018 Lisbona Portogallo Portogallo 1 – 0 Italia Italia UEFA Nations League 2018-2019 - 1º turno - Cap: C. Immobile
10-10-2018 Genova Italia Italia 1 – 1 Ucraina Ucraina Amichevole Federico Bernardeschi Cap: G. Chiellini
14-10-2018 Chorzów Polonia Polonia 0 – 1 Italia Italia UEFA Nations League 2018-2019 - 1º turno Cristiano Biraghi Cap: G. Chiellini
17-11-2018 Milano Italia Italia 0 – 0 Portogallo Portogallo UEFA Nations League 2018-2019 - 1º turno - Cap: G. Chiellini
20-11-2018 Genk Italia Italia 1 – 0 Stati Uniti Stati Uniti Amichevole Matteo Politano Cap: L. Bonucci
23-3-2019 Udine Italia Italia 2 – 0 Finlandia Finlandia Qual. Euro 2020 Nicolò Barella
Moise Kean
Cap: G. Chiellini
26-3-2019 Parma Italia Italia 6 – 0 Liechtenstein Liechtenstein Qual. Euro 2020 Stefano Sensi
Marco Verratti
2 Fabio Quagliarella (2 rig.)
Moise Kean
Leonardo Pavoletti
Cap: L. Bonucci
8-6-2019 Atene Grecia Grecia 0 – 3 Italia Italia Qual. Euro 2020 Nicolò Barella
Lorenzo Insigne
Leonardo Bonucci
Cap: G. Chiellini
11-6-2019 Torino Italia Italia 2 – 1 Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina Qual. Euro 2020 Lorenzo Insigne
Marco Verratti
Cap: G. Chiellini
5-9-2019 Erevan Armenia Armenia 1 – 3 Italia Italia Qual. Euro 2020 Andrea Belotti
Lorenzo Pellegrini
autorete
Cap: L. Bonucci
8-9-2019 Tampere Finlandia Finlandia 1 – 2 Italia Italia Qual. Euro 2020 Ciro Immobile
Jorginho (rig.)
Cap: L. Bonucci
12-10-2019 Roma Italia Italia 2 – 0 Grecia Grecia Qual. Euro 2020 Jorginho (rig.)
Federico Bernardeschi
Cap: L. Bonucci
15-10-2019 Vaduz Liechtenstein Liechtenstein 0 – 5 Italia Italia Qual. Euro 2020 Federico Bernardeschi
2 Andrea Belotti
Alessio Romagnoli
Stephan El Shaarawy
Cap: M. Verratti
15-11-2019 Zenica Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina 0 – 3 Italia Italia Qual. Euro 2020 Francesco Acerbi
Lorenzo Insigne
Andrea Belotti
Cap: L. Bonucci
18-11-2019 Palermo Italia Italia 9 – 1 Armenia Armenia Qual. Euro 2020 2 Ciro Immobile
2 Nicolò Zaniolo
Nicolò Barella
Alessio Romagnoli
Jorginho (rig.)
Riccardo Orsolini
Federico Chiesa
Cap: L. Bonucci
4-9-2020 Firenze Italia Italia 1 – 1 Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina UEFA Nations League 2020-2021 - 1º turno Stefano Sensi Cap: L. Bonucci
7-9-2020 Amsterdam Paesi Bassi Paesi Bassi 0 – 1 Italia Italia UEFA Nations League 2020-2021 - 1º turno Nicolò Barella Cap: G. Chiellini
7-10-2020 Firenze Italia Italia 6 – 0 Moldavia Moldavia Amichevole Bryan Cristante
Francesco Caputo
2 Stephan El Shaarawy
autorete
Domenico Berardi
Cap: S. El Shaarawy
11-10-2020 Danzica Polonia Polonia 0 – 0 Italia Italia UEFA Nations League 2020-2021 - 1º turno - Cap: L. Bonucci
14-10-2020 Bergamo Italia Italia 1 – 1 Paesi Bassi Paesi Bassi UEFA Nations League 2020-2021 - 1º turno Lorenzo Pellegrini Cap: G. Chiellini
11-11-2020[144] Firenze Italia Italia 4 – 0 Estonia Estonia Amichevole 2 Vincenzo Grifo (1 rig.)
Federico Bernardeschi
Riccardo Orsolini (rig.)
Cap: S. Sirigu
15-11-2020[144] Reggio Emilia Italia Italia 2 – 0 Polonia Polonia UEFA Nations League 2020-2021 - 1º turno Jorginho (rig.)
Domenico Berardi
Cap: A. Florenzi
18-11-2020[144] Sarajevo Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina 0 – 2 Italia Italia UEFA Nations League 2020-2021 - 1º turno Andrea Belotti
Domenico Berardi
Cap: A. Florenzi
25-3-2021 Parma Italia Italia 2 – 0 Irlanda del Nord Irlanda del Nord Qual. Mondiali 2022 Domenico Berardi
Ciro Immobile
Cap: G. Chiellini
28-3-2021 Sofia Bulgaria Bulgaria 0 – 2 Italia Italia Qual. Mondiali 2022 Andrea Belotti (rig.)
Manuel Locatelli
Cap: L. Bonucci
31-3-2021 Vilnius Lituania Lituania 0 – 2 Italia Italia Qual. Mondiali 2022 Stefano Sensi
Ciro Immobile (rig.)
Cap: C. Immobile
28-5-2021 Cagliari Italia Italia 7 – 0 San Marino San Marino Amichevole Federico Bernardeschi
Gian Marco Ferrari
2 Matteo Politano
Andrea Belotti
2 Matteo Pessina
Cap: F. Bernardeschi
4-6-2021 Bologna Italia Italia 4 – 0 Rep. Ceca Rep. Ceca Amichevole Ciro Immobile
Nicolò Barella
Lorenzo Insigne
Domenico Berardi
Cap: G. Chiellini
11-6-2021 Roma Turchia Turchia 0 – 3 Italia Italia Euro 2020 - 1º turno autorete
Ciro Immobile
Lorenzo Insigne
Cap: G. Chiellini
16-6-2021 Roma Italia Italia 3 – 0 Svizzera Svizzera Euro 2020 - 1º turno 2 Manuel Locatelli
Ciro Immobile
Cap: G. Chiellini
20-6-2021 Roma Italia Italia 1 – 0 Galles Galles Euro 2020 - 1º turno Matteo Pessina Cap: L. Bonucci
26-6-2021 Londra Italia Italia 2 – 1 dts Austria Austria Euro 2020 - Ottavi di finale Federico Chiesa
Matteo Pessina
Cap: L. Bonucci
2-7-2021 Monaco di Baviera Belgio Belgio 1 – 2 Italia Italia Euro 2020 - Quarti di finale Nicolò Barella
Lorenzo Insigne
Cap: G. Chiellini
6-7-2021 Londra Italia Italia 1 – 1 dts
(4-2 dtr)
Spagna Spagna Euro 2020 - Semifinale Federico Chiesa Cap: G. Chiellini
11-7-2021 Londra Italia Italia 1 – 1 dts
(3-2 dtr)
Inghilterra Inghilterra Euro 2020 - Finale Leonardo Bonucci 2º Titolo Europeo
Cap: G. Chiellini
Totale Presenze 39 Reti 92

Palmarès

Giocatore

Club

Competizioni nazionali
Sampdoria: 1990-1991
Lazio: 1999-2000
Sampdoria: 1984-1985, 1987-1988, 1988-1989, 1993-1994
Lazio: 1997-1998, 1999-2000
Sampdoria: 1991
Lazio: 1998
Competizioni internazionali
Sampdoria: 1989-1990
Lazio: 1998-1999
Lazio: 1999

Nazionale

Caserta 1989

Individuale

1987-1988, 1990-1991
Miglior italiano: 1997
Migliore assoluto: 1997

Allenatore

Club

Inter: 2005-2006, 2006-2007, 2007-2008
Fiorentina: 2000-2001
Lazio: 2003-2004
Inter: 2004-2005, 2005-2006
Inter: 2005, 2006
Manchester City: 2010-2011
Manchester City: 2011-2012
Manchester City: 2012
Galatasaray: 2013-2014

Nazionale

Italia: Europa 2020

Individuale

2003
  • Timone d'oro: 1
2003
2007-2008
2008
dicembre 2010, ottobre 2011
  • Inserito tra le “Leggende del calcio” del Golden Foot
2017
2019
2019

Onorificenze

Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[145]
Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Riconoscimento dei valori sportivi e dello spirito nazionale che hanno animato la vittoria italiana al campionato europeo di calcio UEFA Euro 2020»
— Roma, 16 luglio 2021. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[146]
Laurea honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa
«Non solo un grande campione e professionista, ma un esempio di valori positivi e un vero testimonial della sua terra»
— Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, 23 luglio 2021.[147]

Note

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  10. ^ Hall of fame, 10 new entry: con Vialli e Mancini anche Facchetti e Ronaldo, su gazzetta.it, 27 ottobre 2015.
  11. ^ L'annuncio di Roberto Mancini: "Mi separo da mia moglie Federica", su gazzetta.it.
  12. ^ Luigi Garlando, Mancini: "Voglio fare il CT", in La Gazzetta dello Sport, 11 gennaio 2018, p. 2.
  13. ^ Milan, Leonardo supera il corso da DS a Coverciano, su milanlive.it, 4 dicembre 2018.
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  18. ^ Bancarotta, il pm chiede 3 anni e mezzo per Mancini, su sportmediaset.mediaset.it. URL consultato l'11 maggio 2016.
  19. ^ Inter: Roberto Mancini, accusato di bancarotta fraudolenta, rischia 3 anni e mezzo di reclusione, su it.eurosport.com. URL consultato l'11 maggio 2016.
  20. ^ Inter, Mancini assolto per il crac Img. Il pm aveva chiesto 3 anni e mezzo, su gazzetta.it. URL consultato l'11 maggio 2016.
  21. ^ Il nuovo testimonial della Regione Marche è il CT della Nazionale Roberto Mancini. Accordo tra la Regione e la Camera di Commercio delle Marche per un’azione congiunta di promozione turistica e territoriale
  22. ^ Gianluca Vialli guarito dal cancro e il libro con Mancini "La bella stagione", su La Gazzetta dello Sport, 30 maggio 2021. URL consultato l'8 giugno 2021.
  23. ^ Laurea ad honorem per Roberto Mancini: "Esempio di valori positivi" - Sportmediaset, su Sportmediaset.it. URL consultato il 25 luglio 2021.
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Bibliografia

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  • Almanacco illustrato del calcio '84, Modena, Panini, 1983.
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